Carrelli abbandonati: recuperali grazie all’email marketing automation

Ci siamo! Finalmente l’utente è atterrato sul tuo sito e naviga tra le pagine prodotto, trova quello di cui ha bisogno, lo aggiunge al carrello, inizia la fase di check-out…e poi? Abbandona il sito senza completare l’acquisto.
Peccato! Tutti i tuoi sforzi in termini di advertising, branding e usability sembrano non essere stati abbastanza, hai perso il potenziale cliente. Le risorse investite per fargli conoscere il tuo brand, il tuo sito e i tuoi prodotti non hanno generato vendite: il carrello è stato abbandonato a un passo dal check-out e non sai se l’utente ritornerà a visitare il tuo e-commerce.
Si tratta di una vendita mancata, ma non disperare: l’abbandono del carrello è un evento tipico del commercio elettronico. Le statistiche ci dicono che in media tra il 66 e l’81% degli utenti che aggiungono un prodotto al carrello non terminano l’acquisto.
Essenzialmente significa che su 100 utenti che aggiungono un tuo prodotto al carrello al massimo sono in 34 quelli che completano l’acquisto. In termini di conversioni e profitto il dato è allarmante: sono più le vendite perse che quelle realizzate.

Le cause? Possono essere tante: costi di spedizione troppo elevati, cattiva interfaccia utente, flusso del checkout troppo lungo, prezzi non chiari, affidabilità del marchio, ecc. Ma in generale possiamo affermare che è nel comportamento d’acquisto dell’utente che risiede la causa maggiore dei carrelli abbandonati.
Infatti solo il 2% dei clienti converte alla prima visita in un negozio di ecommerce, e il 92% dei visitatori che accedono per la prima volta non intende acquistare nulla dal negozio in quel momento. Studi dimostrano che occorrono in media circa cinque contatti prima che un cliente decida di acquistare da un nuovo brand, perché deve prima sviluppare fiducia nell’azienda e nei suoi prodotti.

Ma come andare a colmare questo grosso gap nelle potenziali conversioni?
Ci sono tantissime strategie per recuperare i nostri utenti che non completano il loro acquisto, ma la soluzione migliore in genere è ricorrere all’email marketing automation, sviluppando una strategia di email per il recupero carrelli abbandonati, mirata a massimizzare le vendite.
Le email automatiche si differenziano da quelle classiche perchè sono personalizzate: il loro invio scatta nel momento che si verifica un preciso evento (abbandono del carrello, in questo caso) e a ciascun utente sarà inviata un’email diversa, contenente i suoi prodotti aggiunti al carrello e poi non acquistati.
Sviluppando una sequenza di email automatiche di recupero del carrello ricordiamo all’utente di completare il suo acquisto e questo, normalmente, si traduce in un recupero tra il 5 e l’11% delle vendite perse.

Ti pare poco? Significa che grazie alle azioni di email marketing automation le tue vendite aumentano: se il tuo e-commerce ha mediamente 100 carrelli abbandonati al giorno e il tuo prodotto costa 50€, sviluppando una sequenza di email di recupero che converte anche solo il 5% dei carrelli, avrai 5 acquisti in più, ossia 250€ di fatturato in più al giorno. In un mese quindi avrai 7500€ recuperati a costo quasi nullo (solo quello dell’abbonamento al software di email marketing, meno di 20€ al mese).

Ma, per convertire il più possibile, quante comunicazioni mandare e dopo quanto? La risposta è: dipende. Mailchimp suggerisce di mandare la prima comunicazione di reminder dopo 4 ore, ma si tratta di un dato da prendere con le pinze. In generale, l’importante è eseguire test sul proprio pubblico e trovare la combinazione di email che converte di più sui potenziali clienti, in termini di tempistiche d’invio, design dell’email e tipo di comunicazione da adottare.

Insomma, non sviluppare azioni di email marketing automation per il tuo  e-commerce si traduce potenzialmente in mancato guadagno. Vuoi recuperare? Contattaci a info@obliqua.it e lavoriamo insieme per aumentare le tue vendite!

 

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